27/03/2011

Moda italiana e spagnola a confronto: una riflessione personale (I parte)

Lapo Elkann for The Sartorialist


Qualche giorno fa Susanna, una lettrice del blog, mi ha posto una domanda riguardante la mia opinione sulle differenze fra il consumo di moda in Spagna e in Italia. La mia risposta sarebbe stata così lunga che ho preferito scriverci un post. Per questo la mia risposta verrà presentata in più post in quanto questo è realmente un argomento del quale c'è da parlare per giorni.
Premetto che questo mio pensiero è dato più dalla mia esperienza vissuta in entrambi i paesi che da una conoscenza approfondita ed esperta sull'argomento.


SETTORE MODA IN ITALIA E IN SPAGNA
In linea di massima e in maniera molto generale sono convinta che l'italiano nasca con il gene della moda, mentre lo spagnolo no.
Il fatto che la moda in Italia sia
un settore molto influente sia dal punto di vista economico che sociale è risaputo. L'Italia annovera fra i suoi stilisti alcuni dei nomi più importanti a livello mondiale e il prodotto economico generatosi durante l'ultima settimana della moda milanese sembra essere secondo solo a Parigi.
puntoeacapo
Tutte le persone più influenti nel settore della moda a livello mondiale, giornalisti, critici, buyers, stylist, ecc. sfilano per le strade di Milano e riempiono la città di glamour, fotografi e dei più importanti fashion blogger del momento. Ma la moda italiana non è solo Milano. È anche Firenze, con Pitti Uomo, e Roma, con l'Alta Moda, non dimentichiamolo. 
Anche in Spagna ci sono eventi legati alla moda come ad esempio la Madrid Cibeles Fashion Week, la Valencia Fashion Week o 080 Barcelona Fashion. Si tratta però di eventi che purtroppo, ancora, non godono di apertura o fama internazionale e gli stilisti spagnoli,  sempre in generale, dispongono di poche risorse e pertanto la loro attività si vede inevitabilmente limitata.
La Spagna però, dalla sua parte, dispone di un paio di colossi il cui fatturato, nel campo della moda, è davvero notevole. Mi riferisco in primo luogo al gruppo Inditex che comprende le catene di Zara, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Uterqüe, Pull & Bear, Oysho, Zara Home.
Questo gruppo è stato fondato e diretto fino a quest'anno da Amancio Ortega, non uno stilista ma un piccolo negoziante con un grandissimo fiuto per gli affari, il quale ha contrattato un esercito di giovani designer che si dedicano a 'copiare' il pret-à porter che vediamo a Parigi, Milano e New York e a riproporcelo, in tempi sbalorditivi, a prezzi molto allettanti, e con una velocità produttiva che fa si che, due volte a settimana, in ogni punto vendita si trovino capi nuovi.
Un'altra grande marca spagnola è Mango, concorrenza di Zara e a questa molto affine, sia per target di clientela che per strategia aziendale.

A cosa potremmo paragonare Inditex in Italia? Probabilmente al gruppo Benetton nel suo miglior momento e in scala ahimè ridotta.
fashionbombdaily
COME VESTONO GLI ITALIANI?
The Sartorialist
Diciamo bene. Vogliamo vestirci bene perché per noi è un bisogno primario. Nella nostra scala dei valori il vestire bene è quasi nello stesso gradino dell'alimentazione. Il dress-code condiziona tutte le nostre attività e così noi donne, fin dal liceo, andiamo a scuola truccate e con le borse della mamma. In facoltà, soprattutto se abbiamo un esame, ci travestiamo da donne in carriera e ci armiamo di tailleur, tacchi e valigetta pronte a lottare con le nostre unghie curatissime per un 30 e lode. Approfittiamo poi del fine settimana per osare con paillettes, pizzi, pelle, scollature, gambe a vista, mega tacchi, ombretto nero e rossetto lucido. Tanto usciamo in macchina... Tutti i diciottenni italiani hanno la patente e molti quattordicenni il motorino, quindi via libera a mises più scomode visto che non si deve camminare molto a piedi. 
Per i maschietti la questione è leggermente diversa. Il logo su t-shirt, felpa, cappellino, cintura e sneakers deve essere sempre a vista. La camicia deve essere attillata, rigorosamente ben stirata e inamidata, su misura e con le iniziali cucite (quasi d'obbligo), jeans assolutamente di marca, obbligatoriamente washed, giacca sagomata, e sneakers vistosissime, carissime e fighissime. Litri di profumo, gel o cera sulle ciocche sistemate ad una ad una strategicamente o chioma al vento stile finto selvaggio. Questo è l'uomo italiano: bello, profumato, convinto di sé e 'troppo vicino all'estetica omosessuale', secondo certi spagnoli.

COME VESTONO GLI SPAGNOLI?
C'è di tutto. Ma anche per gli spagnoli la differenza fra uomo e donna è d'obbligo. Aggiungerei anche uno spazio dedicato alla comunità gay. Partendo dall'osservazione generale che gli spagnoli preferiscono la quantità alla qualità e che non sono tanto logo dipendenti come gli italiani, potremmo dire che la donna in generale cura di più l'abbigliamento rispetto all'uomo.
stylosophy.it
Se aggiungiamo anche che tra i giovani dai 14 ai 30 anni, più o meno, il possesso di un mezzo di trasporto proprio è molto più raro rispetto ai coetanei italiani, diventa d'obbligo la comodità. E allora bando alle scarpe altissime e ai look più formali per il giorno. Le ragazze più giovani optano preferibilmente per ballerine, stivali rasoterra, scarpe da ginnastica o scarpe un pó più alte ma sempre più comode che belle, e quindi jeans o leggins e borse in similpelle. Ho la sensazione che non badino molto a certi dettagli che credo noi italiani, sempre in generale, teniamo più in conto. Mi riferisco ad esempio alla qualità degli accessori e delle scarpe. In Spagna va tantissimo la similpelle. Di borse e scarpe plasticose se ne vedono tantissime. Ci sono negozi che in Spagna funzionano molto bene tipo Blanco in cui conviene entrare con una mascherina antigas. L'aria lì dentro è irrespirabile. Un misto tra odore di petrolio e deodorante che sinceramente fa venire voglia di scappare. Una volta ho comprato lí un foulard e il mio armadio è stato invaso da quel tanfo per giorni. 
L'abbigliamento femminile da lavoro, in generale, è più curato. Sono del parere che catene come Zara abbiano contribuito notevolmente, con le loro proposte a prezzi abbordabili, -(in Spagna i prezzi sono meno cari rispetto agli stessi punti vendita italiani, ad esempio)- a diffondere un certo buon gusto nel vestire, senza dover spendere un patrimonio.
Mi sembra però di notare una certa mancanza di criterio nel discernere i tessuti invernali da quelli primaverili o estivi. Mi chiedo per quale motivo Zara e tutte le altre catene spagnole, in inverno, propongano, e vendano anche, così tanti capi basici in cotone. Credo che anche nelle regioni più calde della Spagna, in inverno ci voglia la lana. E non penso che l'abuso di cotone in inverno si debba solo e sempre ad una questione di intolleranza personale verso la lana. Mi sorprende anche vedere gente con giubbottini in finta pelle, cotone o jeans uscire così quando fuori ci sono 2 o 3 gradi, o uomini che usano gli stessi calzini pesanti in inverno e in estate...
E parlando di uomini, l'uomo spagnolo, in fatto di moda, è molto meno esigente di quello italiano. Ho la sensazione che abbia paura di 'sistemarsi' in quanto, secondo lui, la sua virilità potrebbe venire meno.
In generale, ci sono molti più omo che eterosessuali che seguono i diktat della moda e si preoccupano del loro corpo, della loro estetica e che in generale osano di più e sono più creativi con l'abbigliamento.
Il resto degli uomini preferisce jeans o chinos con polo, camicia a quadri o t-shirt colorata con qualche frase ironica riguardante le donne, il sesso, l'alchool o in alcuni casi perfino magliette che sponsorizzano birra. Camper o sneakers ai piedi. Più consumate sono meglio è. L'uomo che per lavoro deve indossare il vestito, invece, si sente quasi castigato, e sembra voler dimostrare la sua ribellione attraverso il multicolor nella scelta della camicia, della cravatta e delle scarpe. Ho la sensazione che se per lo spagnolo il vestire 'da uomo' sia un pó una tortura, per l'italiano invece è un onore.


Fin qui la prima parte di questa riflessione. Nella seconda parte parleremo invece dell'omologazione degli italiani e degli spagnoli. Sono ansiosa di conoscere la vostra opinione al rispetto e attendo  i vostri numerosissimi commenti!

3 comments:

  1. Ora capisco quando mi hai detto che la risposta da darmi non era così semplice......inizio con il dire che io adoro la Spagna, gli spagnoli e il loro stile di vita. Appena posso vado a Barcellona, da Roma ci vuole soltanto un ora e mezza e ci sono dei voli con degli orari e tariffe veramente interessanti. Come ti dicevo è proprio nell'ultimo viaggio, a Natale, che ho notato come gli Spagnoli non si facciano condizionare dalle grandi firme internazionali. Vedere negozi come Tiffany, LV, Gucci ecc. completamente vuoti nel periodo poi più frenetico dell'anno è stata "un'esperienza interessante"......Mi sono resa conto di come noi italiani siamo condizionati dall'"apparire" quel mostrare un pot-puorri di loghi che a volte cozzano tra di loro in un modo.....che un cazzotto in un occhio sarebbe meglio....e fare file di ore (e quando dico ore non esagero) per prendere quell'oggetto che hanno tutti (vero o "tarocco>" che sia) neanche te lo regalassero....anche io notato l'uso delle borse "plasticose",imitazioni poi di Proenza Schouler, Mulberry ecc. quasi tutte le blogger spagnole ne fanno uso, però nell'insieme fanno "scena", e le portano molto bene. Zara ormai secondo me è un "colosso" riesce ad accontentare tutte le fasce di età ed i portafogli....per quanto riguarda gli uomini, nello specifico impiegati/professionisti ho fatto caso che sono eleganti nel loro classico vestito e cravatta, ma hanno l'orlo dei pantaloni troppo corto. Avrei altre cose da dire, ma so che mi sto dilungando, aspeterò quindi con ansia la seconda parte. L'ultima cosa: va bene Zara, Dutti ecc. ma nel mio cuore c'è LUI......CUSTO!
    Grazie ancora un salutone
    Susanna

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  2. Ciao Susanna, grazie ancora per il tuo input. Effettivamente la differenza di costumi fra queste due nazioni, apparentemente molto simili, fa riflettere... E Custo? È un fenomeno secondo me molto curioso: la Spagna fino a una decina di anni fa lo ADORAVA, adesso invece, ho la sensazione che si snobbino a vicenda: lui sfila a New York, forse lì vende pure, ma qui in Spagna mi sembra che la gente non se lo fili più e quindi mi sembra sia ormai molto più apprezzato all'estero che nella sua Spagna...
    Baci cara, ti aspetto da queste parti!

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  3. Complimenti!!! io mi sono fatta la domanda delle camicie e le cravate gialle, verdi insomma multicolere per anni!!!!!!!!!!
    Come spagnola, al 100 % non posso essere d´accordo

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